Salute

Published on novembre 25th, 2017 | by Caterina Stabile

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Tumore al pancreas vaccino: scoperta scientifica

La ricerca sul tumore al pancreas ha evidenziato l’efficacia di una terapia immunologica contro questa neoplasia, una scoperta tutta italiana che si deve ad un team di ricercatori dell’ospedale Molinette di Torino, guidato dal professor Francesco Novelli, in collaborazione con i clinici dell’Oncologia del Coes, il Centro oncologico ed ematologico subalpino. I ricercatori hanno sviluppato un vaccino per ora impiegato efficacemente sugli animali (ha aumentato l’aspettativa di vita di animali da esperimento con tumore pancreatico), dopo aver verificato che i pazienti affetti da tumore del pancreas presentano anticorpi anti-alfa enolasi che rispondono meglio alle terapie antitumorali. Si è arrivati a questa scoperta grazie all’individuazione dei biomarkers che consentono di monitorare il decorso della malattia prima e dopo la terapia. Dall’analisi delle risposte anticorpali nei pazienti contro l’alfa-enolasi, è stato possibile formulare un vaccino che potrebbe aumentare la sopravvivenza dei malati affetti da un tumore spesso mortale in associazione alle nuove chemioterapie ed ai farmaci immunoterapici di ultima generazione. Per approfondimenti si rinvia alla lettura di http://torino.repubblica.it/cronaca/2017/11/23/news/tumori_alle_molinette_di_torino_sviluppato_vaccino_contro_il_cancro_al_pancreas-181918353/.

I dati statistici evidenziano che nonostante il tumore del pancreas abbia avuto fino ad oggi un’incidenza più bassa rispetto ad altre neoplasie (rappresenta ad oggi la quarta causa di morte per cancro in Europa, con una maggiore incidenza tra le persone con 60-70 anni di età), i casi clinici che si registrano annualmente nel nostro Paese sono in crescita: in Italia il tumore del pancreas fa registrare circa 12.000 nuovi casi all’anno con una percentuale in aumento. Questa neoplasia  si dimostra difficile da identificare per tempo, non esiste infatti uno specifico metodo diagnostico per cui si giunge tardivamente alla sua diagnosi quando ormai la neoplasia giunge ad uno stadio avanzato; questo tumore è molto aggressivo: solo il 7% degli uomini ed il 9% delle donne sopravvivono a 5 anni. La ricerca scientifica ha avuto modo di mettere in primo piano i progressi nelle terapie grazie all’impiego di chemioterapie di combinazione molto più attive rispetto al passato, senza tralasciare il ruolo assunto dai farmaci nanotecnologici che si sono dimostrati più efficaci rispetto ai chemioterapici classici, di fatto il nab-paclitaxel ed il nal-IRI rappresentano una valida terapia per il trattamento di questa malattia in attesa dei futuri sviluppi dell’immunoterapia.


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